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Come una giovane coppia ha risparmiato per la prima casa.

Il sogno tra le righe di un Excel




Marco e Giulia si erano appena trasferiti in un piccolo bilocale in affitto nella periferia di Milano. Innamorati da anni e ormai pronti a costruire qualcosa insieme, sapevano che il loro sogno più grande era comprare una casa tutta loro. Ma con stipendi normali – lui grafico freelance, lei insegnante precaria – sembrava più una fantasia che un obiettivo concreto.




Una sera, dopo aver cenato con pizza fatta in casa e Netflix in sottofondo, Giulia tirò fuori un’idea che le frullava in testa da settimane: “E se cominciassimo a risparmiare davvero, con un piano preciso?”


“Progetto Nido”


Così nacque il “Progetto Nido”, scritto in maiuscolo sul file Excel che divenne il loro punto di riferimento.

Ogni mese, al centesimo, annotavano entrate e uscite. Avevano una regola: il 20% di ogni entrata finiva in un fondo separato – il loro fondo casa. Niente era troppo piccolo: vendettero vestiti online, fecero dog-sitting, Marco accettò piccoli progetti extra il weekend. Giulia smise di comprare caffè fuori (“Ne abbiamo di buonissimo a casa, no?”). Uscite fuori solo una volta al mese, vacanze con lo zaino e treni low-cost.

Ma non era solo privazione. Ogni piccolo traguardo veniva celebrato: una cena speciale, un regalo simbolico, una serata sul divano a riguardare le foto di quel primo bilocale.

Dopo tre anni, avevano messo da parte 36.000 euro. Con il supporto dei genitori per le spese notarili e una piccola parte di mutuo, riuscirono ad acquistare un trilocale poco fuori città. Non era una villa, ma per loro era la reggia.

Il giorno in cui firmarono l’atto, Marco scrisse sul loro file Excel: "Sogno raggiunto. E adesso, nuovo foglio: Progetto Famiglia."






 
 
 

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